Nel cielo svelato

 
 
 
 
Dirompente esonda
e il silenzio annega
 
nel cielo svelato
di canto respira
 
e anche stavolta
sarà per sempre
 

4 commenti:

Roberto ha detto...


@SiraLe ultime tue poesie che leggo, a differenza di altre precedenti in cui su alcuni articoli o congiunzioni rilevavo qualche interruzione nel ritmo (pienamente legittima perché parlo ovviamente di gusto personale), si accordano perfettamente con quella musicalità (anch'essa personale) a cui presto molta attenzione, ancor prima che ai contenuti. E trovo che il suono, qui, sia perfetto. Sui contenuti ho le solite difficoltà a esprimermi. Il soggetto non è esplicito ma il concetto è universale e quindi credo che ognuno di noi possa riconoscerci qualcosa di se. Qualcosa di importante. Bella.

Anglares ha detto...

Il primo verso contiene quasi una ripetizione perché il senso è già reso da uno dei due termini, potrebbe rimanerne uno dei due.

Potrebbe sembrare una svista rispetto alla tua ricerca di essenzialità, eppure uno scarto tra le due parole c'è, tale creare una perfezionamento nel senso del verso. Soprattutto se si ha familiarità con la tua poetica. Quella sensazione di eccedenza, viene visualizzata in un fiume le cui acque superano gli argini.

Nel secondo verso proponi una bella immagine per annunciare qualcosa che rompe il silenzio. Interessante la suggestione tra il parlare, dunque dare fiato alle parole, dunque esplicitare una relazione con il respirare, e l'annegare. Il silenzio.


L'attenzione viene spostata al cielo non più celato, come allo svanire delle nubi o al sorgere dell'alba. Dovrebbe essere luminoso, ma tu evochi una pregevole trasversalità sensoriale rendendolo sonoro: di un canto che respira. Ecco l'aggancio con la strofa precedente, dove il senso dell'annegare diviene il suo rovescio. Notevole il potere evocativo di questo gioco.

  e anche stavolta

sarà per sempre

L'attimo e il tutto. C'è la paura di essere illusi e la voglia di sognare. Credo che nella tua poesia ci sia posto per entrambi i momenti, anche se il canto di quel cielo che respira, mi lascia pensare che il bisogno di abbandonarsi a qualcosa che attrae e di cui ci si sente totalmente presi, sia il sentimento dominante.

Ci regali questa nuova suggestione con la tua solita voce, sempre suggestiva.

Ancora una volta brava.

Quirico ha detto...

Poesia essenziale e concisa, molto bella.

Forse meriterebbe un commento minuzioso, per questo ho sempre rimandato una lettura approfondita.

Ora, grazie ai commenti già presenti, posso cercare di commentare senza dilungarmi eccessivamente (cosa che amo fare ma che non sempre posso).

La tautologia indicata da Anglares, che apre il componimento, è seguita da un paradosso in cui agli estremi sono presenti due inversioni (il silenzio non annega, ma si annega nel silenzio; il canto non respira, ma è respiro). In questi due distici quasi surreali le figure retoriche sostengono ciò che è detto, il significato, facendo un tutt'uno (come voglia la poesia pura in realtà) con questo, fondendo cioé forma e contenuto. Volendo tentare una parafrasi (l'assenza di un soggetto esplicito ed altri anacoluti moltiplicano le parafrasi possibili, danto una vertiginosa apertura di senso): il canto come vento che spazza le nuvi, dilaga nel silenzio. Ho scelto di dare al "canto" il ruolo di soggetto poiché il silenzio mi sembra decisamente l'oggetto di "annega", così come invece quel "di canto", complemento di specificazione che, privato dellarticolo, sembra abbia una certa centralità.

Questo dilagare, esondare, irrompere è la tautologia pindarica; l'antinomia è l'armonia del contrasto: la dolcezza della melodia, il suo cromatismo.

Infine, sul distico in chiusura, mi trovo daccordo con l'interpretazione di Anglares, ma ne fornirei una ulteriore. Gli ultimi due versi stabiliscono un parossismo ulteriore: la ricaduta sul foglio, sullo scritto, di questo canto, l'attimo (il canto come bellezza massimamente effimera e momentanea) fissato "anche stavolta" nella lirica scritta, che è per sempre.

Come sempre, nella tua poesia ogni esperienza o immagine è allo stesso tempo sintetizzata e analizzata. Densità e intensità, fluidità e strutturazione convivono pefettamente.

Complimenti.

Nerio ha detto...


E' difficile aggiungere maggior pregio ai commenti che ti hanno già fatto.

Dico solo che da amante dell'ermetismo, trovo questo componimento esemplare, sia per semplicità formale che per profondità concettuale.

Uso delle anafore stupendo, musicalità palpabile.

Chapeau