Spalti deserti





Sei acquerello
su tela di ragno
 
valle di fumo
ghiaia
e pietrisco.
 
In sella
all’assurdo
sfili fiero e
 
 a briglie lente
allisci il pelo.
 
Deserti
 gli spalti.
 

4 commenti:

Anglares ha detto...

Ciao @Sira



La trovo una poesia giocosa che scherza forse sul prendersi troppo sul serio.

L'inconciliabilità degli elementi nominati nelle prime due strofe crea una sensazione di inconsistenza. L'acquerello che non si fissa su una tela di ragno, ghiaia e pietrisco che non possono essere contenuti in una valle di fumo.

Le due strofe successive descrivono le pose del soggetto che si atteggia con piglio pomposo. Brusco l'arresto.

L'incedere è quasi quello di una filastrocca, leggero e con tempi ben governati.

Piacevole e ottimo il ritmo.

Alla prossima.

Mathiel ha detto...

@Sira mi piace molto.

Mi fa pensare a una possibilità di essere liberi, fragile e colorata, nonostante la tela di ragno su cui posa. È come un doppio: da una parte mi adatto alle regole di questa esistenza, dall'altra la trascendo nell'atto creativo.

La seconda strofa mi dà l'idea di un'essenza impossibile da afferrare, c'è anche amarezza, forse.

Poi compare un cavaliere che sfila fiero in sella all'assurdo della realtà del suo destriero, forse l'immaginazione. Comunque non si fa disarcionare. Non si possono stringere troppo le briglie, o si perde questa libertà /vitalità. Bisogna imparare a stare con la nube di pietrisco e ghiaia e fumo. Poi sì, a volte sembra che lo prendi un po' in giro, questo cavaliere /destriero. Non si può mai prenderlo alla lettera,comunque.

L'ultima strofa è una doccia fredda. Nessuno che sia lì a guardare, il nostro amico è solo. Forse non si è accorto del tempo che passava, è rimpasto solo lui a dar vita alla rappresentazione, attori e pubblico se ne sono andati.

Ho fantasticato. Io la sento intensa.

Sira ha detto...

L'immagine voleva descrivere altro, ma evidentemente non sono riuscita nell'intento.:asd:

Ho cercato di raccontare con immagini giocose la vita di quelle persone sole (spalti deserti) che sono la causa della loro stessa solitudine.

La valle è in contrapposizione con la montagna - abito spesso indossato in questi casi - e la ghiaia e il pietrisco sono il risultato del processo di erosione delle rocce(le montagne viste con gli occhi di chi non si ferma davanti all'apparenza)

Sfilano fieri, si mettono in mostra, e tanto intenti a curarsi del loro aspetto esteriore, anziché nutrire quello interiore, corrono sempre di più (allentando le briglie)senza rendersi conto che intorno non hanno più nessuno disposto a credere o a capire.

Grazie Anglares... felice come sempre di ritrovarti tra i miei versi :rosa:


Laboba ha detto...

Questa poesia mi ha provocato sensazioni molto contrastanti. Ti lascio le mie impressioni.
E' come se fosse a duplice lettura: ad un primo impatto, più superficiale forse, ci leggo dentro un sogno.
Il cavaliere che cavalca in sella all'assurdo, e sfila fiero, ma nessuno che stia lì a guardare. La solitudine di chi vive troppo intensamente nella realtà dei sogni.
Ad una seconda lettura capisco. Capisco l'inconsistenza e l'incompatibilità degli elementi di cui è fatto il nostro cavaliere.
L'acquarello sulla tela di ragno.
La valle di fumo, ghiaia e pietrisco.
Qua mi lasci con un dubbio che mi arrovella. L'acquarello è dentro o fuori di lui? Coincide con il pelo lisciato poco più avanti, o è presupposto di anima annichilito da un eccessiva attenzione alla forma (che mi ha rimandato alla tela, costruzione precisissima) che lentamente si diluisce fino a scomparire?
E ancora la vale, una valle di fumo neanche la immagino, allora il fumo avvolge una valle in cui esistono ghiaia e pietrisco (presupposto di anima), o come l'acquarello diluitosi poco prima, la ghiaia e il pietrisco scompaiono per lasciare il posto al fumo?
Che bella questa parte, per me la più intensa della poesia

In sella

all’assurdo

sfili fiero


La frase finale lascia al lettore un immagine molto potente:
deserti gli spalti.
Niente altro da aggiungere.
Mi piace il modo in cui hai usato le parole, sei andata dritta dove volevi andare, e questo ha mantenuto alta la mia attenzione, senza perdersi come spesso accade in prolissi giri di parole che diluiscono le belle poesie come fossero il tuo acquarello.
Bella. Mi è piaciuta!