Maree taciute

 
 
 
 
Un secretaire
 scrigno
 di ineffabili sogni
    
un calamaio
 sepolcro
 di maree taciute
 
e fogli cestinati,
 tanti, a soffocare
pallidi vagiti.
 
Sul foglio bianco
una penna d’oca riposa
 e raggiante
un sole nero indelebile
 splende.



 

2 commenti:

Rica ha detto...

Ciao cara Sira. <3



Allora, io ti descrivo ciò che ho visto. Quello che montava dentro e si costruiva in immagini.

Può darsi che la mia interpretazione sia errata, perché mi perdo alla fine.



Un ode alla scrittura, all'atto di scrivere, al segno grafico inciso su un foglio. Mi hai fatto pensare prima di tutto all'Indovinello Veronese:



Se pareba boves, alba pratàlia aràba

et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba



Oltre al suo amletico dubbio: primo volgare o tardo latino? Ma l'immagine è vergata tanto in quei versi, quanto nei tuoi.







Un secretaire

scrigno di ineffabili sogni



Spesso questo tipo di mobile ha una chiusura anteriore che, se ribaltata, funge da scrivania. Tanto che dalle mie parti, si chiama proprio, più villanamente, "ribalta". Mia zia, lo usava come scrivania, quel ripiano. E lì scriveva.

Spesso corredato di piccoli cassetti, può essere "Scrigno di sogni" per due motivi:

1) perché racchiude fogli scritti "sogni dell'autore già vergati";

2) perché non custodisce ancora i pensieri fissati nel foglio, ma l'atto di produrli nell'intenzione dell'autore che si accinge a trovarli nella propria testa e trascriverli in immagini.

"Ineffabili" in questo caso, mi riporta a entrambi.





un calamaio

sepolcro di maree taciute



Lì giacciono i tentativi non riusciti? Contenuti in nuce nell'inchiostro nero, l'autore non ha saputo renderli e lì restano affogati, come le parole che non escono.



e fogli cestinati,

tanti,

a soffocare pallidi vagiti.



E quel "tanti", sottolineato come inciso, visualizza i tentativi: fogli debordano dal cestino e custodiscono, soffocandoli sotto il peso stesso della carta, i tentativi non riusciti dell'autore, "quei pallidi vagiti" che ancora non hanno colore e spessore, ancora non esplodono in una completezza. L'autore si è arreso alla sua insoddisfazione?



Su un foglio bianco

riposa una penna d’oca



L'autore lascia la sua arma, il suo strumento. Che giace come soldato stanco. Lo adagia sul campo.

Il foglio è bianco, quindi il tentativo resta inatteso.

"Penna" è assolutamente corretto. "Piuma" mi suona meglio, mi suggerisce l'immagine della penna senza nominarla. Ma forse, tu ci giochi al contrario, con il termine. Penna di volatile che include il termine "penna (per scrivere) già in sé.





e un raggiante sole nero

splende indelebile



E qui mi perdo. E penso che la mia interpretazione sia errata.

Cos'è il sole nero? Un semplice punto? L'inizio di un nuovo tentativo?

Non credo, altrimenti non sarebbe "un sole raggiante".

L'immagine mi suggerisce il contrario, con quell''"indelebile" splendore che per me me è la parole scritta, quindi per estensione, un testo, un elaborato compiuto.

Dove sbaglio?

Sira Fonzi ha detto...

Non sbagli, @Rica,

la tua interpretazione è esatta. Credo che la strofa finale risulti chiara solo nella mia testa xD



Ma andiamo con ordine




  Alle ‎23‎/‎09‎/‎2017 at 18:20, Rica ha detto:


"Scrigno di sogni" per due motivi:

1) perché racchiude fogli scritti "sogni dell'autore già vergati";

2) perché non custodisce ancora i pensieri fissati nel foglio, ma l'atto di produrli nell'intenzione dell'autore che si accinge a trovarli nella propria testa e trascriverli in immagini.

"Ineffabili" in questo caso, mi riporta a entrambi.

Un grande guru direbbe la seconda che hai detto :asd:




  Alle ‎23‎/‎09‎/‎2017 at 18:20, Rica ha detto:


Su un foglio bianco

riposa una penna d’oca



L'autore lascia la sua arma, il suo strumento. Che giace come soldato stanco. Lo adagia sul campo.

Il foglio è bianco, quindi il tentativo resta inatteso.

"Penna" è assolutamente corretto. "Piuma" mi suona meglio, mi suggerisce l'immagine della penna senza nominarla

Si, piace anche a me.




  Alle ‎23‎/‎09‎/‎2017 at 18:20, Rica ha detto:


e un raggiante sole nero

splende indelebile



E qui mi perdo. E penso che la mia interpretazione sia errata.

Cos'è il sole nero? Un semplice punto? L'inizio di un nuovo tentativo?

Non credo, altrimenti non sarebbe "un sole raggiante".

L'immagine mi suggerisce il contrario, con quell'indelebile" splendore che per me è la parole scritta, quindi per estensione, un testo, un elaborato compiuto.

Dove sbaglio?



Il sole è la macchia che forma l'inchiostro quando cade dal pennino sospeso. 14502860-macchia-di-inchiostro-nero-con-

La macchia che si forma disegna, sì, un sole, ma di colore nero. Splende indelebile perché ha vinto la battaglia.


  Alle ‎23‎/‎09‎/‎2017 at 18:20, Rica ha detto:


L'autore lascia la sua arma, il suo strumento. Che giace come soldato stanco. Lo adagia sul campo.



Troppo contorto, dici? :asd:

Grazie <3