Miraggio




Abbandonai
la tua schiena,
piegata,
piagata,
origami al vento
di carta crespata.

Tra lapidi di sale
e pugni di gelo,
cercai respiro sotto
un nuovo cielo

ma un'onda
mi travolse
e lì fini
il mio viaggio,
aggrappata
alla tua schiena
nata e morta
in un miraggio.



D'oceano ti inonda



Che tu sia
fiore di loto,
o diafano
germoglio
tra i sassi
del selciato,
al cielo
poco importa

d’oceano
t'inonda,
e tu potrai
incantare
le onde,
o restare
a galla
incantato






Avvizzito





Che ne sai, tu,
dei fianchi erosi
della valle,
dell'argine incolto
di primule e viole,
del grembo violato
dall'acqua che muore.

Ah braccio di quercia!
Linfa di primavera
ti scorre nelle vene,
ma avvizzito è il
germoglio
che nelle mani tue
fiorisce.




Ancora!




Fili, fili, fili,
fili d’argento,
dedalo di strade 
snodo della mente. 

Sgomento!

Polsi di pietra
stringono il tempo,
vene di gemme
gridano:

“Ancora!”



Lo scrigno

                                            


Ora guardi lontano e
l'infinito 
scavalca l'orizzonte

ma se quel filo di luce
che all'alba tesse la brughiera
non saprà più sorprenderti,
non cercare aurore boreali

ma la chiave dello
 scrigno
custodito nei tuoi occhi.


Clausura



Ci sfogliammo
avidamente
 lungo i portici 
della passione

e pagina
 dopo pagina
 fu clausura.

Lo sguardo
alzammo ignari 
al chiostro
 in festa e 
fu deserto.





Apparenza





Vuoti
d'essenza, 
giacciamo
come resti,
in un recinto
di bellezza
senza eguali.






Luce nuova






Intrisa di buio
dalle ceneri
della notte
risorgi a
nuove ore

col disincanto 
di chi sa
che domani
cercherà
luce nuova
nel tramonto




Cerchi concentrici







Noi, cerchi
concentrici
nucleo
vibrante

camminiamo
vie ribelli e
ci inventiamo
domatori

la noia
ammaliamo
con giochi
di luce

che suoni
d'arpe celtiche
librandosi
dipingono



Marciapiedi deserti






Stanotte
si respira 
la luna
e il silenzio
sulla pelle
ha i riflessi
dorati
dell'ambra
 
domani
sarà tardi
per tessere
i sogni
 
pioverà
acqua
dalla luna
e tu
non sarai che
un rumore
confuso di passi.




Ora lo so



Ora lo so
è dalla tua pace
che nasce e cresce
la mia angoscia
 
io sono altro
e sono qui a
lanciare pietre
a lapidare i tuoi sogni
 
e non ne ho di leggere
 
più scaglio coraggio
sulle ossa tue minute
  più pesa il fardello
di questa mia identità.
 
 
 
 

Ciclo d'amore



Sarai figlia
battito di stupore
incontro di rette
sussurro di ali
 
madre
braccia d'universo
giro della terra
arteria di casa
 
nonna
rosa dei venti
effluvio di note
nido di poesia
 
e poi ancora figlia
sotto un cielo
 sconosciuto
cullata da un'antica
ninna nanna.
 
 
 
 

Nel cielo svelato

 
 
 
 
Dirompente esonda
e il silenzio annega
 
nel cielo svelato
di canto respira
 
e anche stavolta
sarà per sempre
 

Giochi di fango



Tentacoli
adescano
lo sguardo di latte
 
giochi di fango
indelebili
sul manto di neve.
 
E lentamente
tra segreti assordanti
implode
un’altra una stella.
 

Ponte di vento

 
 
Sei la paura
che inganna
i ricordi,
la coperta
di pelle scuoiata.
 
Il ponte di vento
sull'abisso celato
che sorregge
le sue illusioni.

 

Reminiscenze d'aurora

 
 
 
 
Un altro giorno
crolla
nel pozzo
del tuo cielo
 
il crepuscolo
sfuma
ombre in fuga
dalla tua pelle
 
e tu silente,
come corona
di rosario,
sgrani
reminiscenze
d’aurora.
 
 

Ormai è tardi

 
 
Non guardare la riva
ormai è tardi
 
ci divide l’oceano.
 
Verresti fino a me
per morire
 
delfino spiaggiato
 
il tempo di un sogno
e già saresti carcassa.
 
 

Io



 
 
Tessuta
con trama di crine
e ordito di seta
 
di diamante
sono inclusione,  
di tormenta
 crisalide.
 
A volo d’angelo
la ragione
 eludo
 
e a piedi nudi
sentieri di stupore
discendo.

 

Lo strappo


 
 
Solo ora
ti chiedi
se avrà sentito
della mano
il battito,
del silenzio
lo strazio,
dei sogni tuoi
il tonfo.
Ora che
mentre guardi
altri occhi,
risuona
lacerante
il suo grido.
 
 
 

Volo di aliante

 
 


Sei aliante
 d’aria vestito
parassita dei venti.
 
Di corrente
 in corrente volteggi,
 e con ali maestose
gli sguardi distogli
dal tuo planare lento.
 
Menti all’insù
riposano
di amaro disincanto.
 
 
 
 

Spalti deserti





Sei acquerello
su tela di ragno
 
valle di fumo
ghiaia
e pietrisco.
 
In sella
all’assurdo
sfili fiero e
 
 a briglie lente
allisci il pelo.
 
Deserti
 gli spalti.
 

Maree taciute

 
 
 
 
Un secretaire
 scrigno
 di ineffabili sogni
    
un calamaio
 sepolcro
 di maree taciute
 
e fogli cestinati,
 tanti, a soffocare
pallidi vagiti.
 
Sul foglio bianco
una penna d’oca riposa
 e raggiante
un sole nero indelebile
 splende.



 

Eppure, vai



 
 
Diafano fiore
dallo stelo
reciso,
corolla
che non cessa
il grido.
 
Arbusti
feriscono
il tuo incedere
lento
e polline nuovo
ti schiva.
 
Eppure, vai...
 
 

Io sono tumulto





China
su ginocchia
di nuvole
le mani nude
nella terra umida
affondi.
 
Vento di ginestre
respira lento
tra le maglie
di un’amaca bianca
 
e fogli di versi
planano lievi
tra ranucoli
e campanule viola.
 
 Stridono
le mie risa
ma tu mi guardi
incantata 
Non invidiarmi
io sono ologramma.
 
Tu sei pace
io sono tumulto.
 
 
 


Le sue parole


Improvvise scrosciano
e ti sommergono, 
ma non affondi,
non più.
 
Ninfea candida!
 
A fior d’acqua
le palpebre serri,
e concerti di flauti
celi.


 


Venduta innocenza





Lenti scivolano
 sulle gambe nude i suoi occhi,
laghi gemelli  senza fondo
 
dolce annegare!
 
Frenetiche danze
sui fianchi tuoi indolenti 
rigonfiano le tasche
di venduta innocenza.



Indelebile riflesso




La schiena curva
in un eterno inchino
scopre la nuca
scavata dal vento.
 
Gambe ossute
fluttuano
alle bretelle appese
come panni stesi.
 
Pensieri scalzi
 frugano
tra schegge di sogni
 e scampoli di ricordi.
 
Negli occhi, indelebile,
il riflesso del confine
tra il mare e l’ignoto.



 

Al confine




Al confine
tra pensieri e parole
scorrono i versi
 
e quando, gonfi,
dagli argini
esondano
 
eteree distese
di calle in fiore
dipingono.

La danza del mondo






Pulviscolo di pensieri
palude di sguardi 
sensi nei crepacci
dell’anima.
 
Nell'aria, forte,
 l'odore del nulla.
 
E mentre il mondo
continua la sua danza,  
inerte, attendo
che mi giunga
  qualche nota.

 

Sussulti fetali






Stalattiti di pianto
nella grotta che fu
degli anemoni
il campo.

Lustri di polvere
su giochi desueti
ogni granello
un passo in più
verso alienanti
segreti.

Accogli il dolore
togli il bavaglio
delle lingue di lava
lapilli resteranno.

Un effluvio di vita
ti sorprenderà ancora
un sussulto fetale
un anemone
un’aiuola.







Alzheimer




A grappoli strappi
i ricordi
di chi ha finito
 il futuro e
 nell’evanescenza
 dimora.

Saccheggi
 memorie,
dispensi
visioni
e schiene ossute
chini.

Avido sciacallo!

E costernati
 si veglia,
anelando
 il rifiorire
di un effimero
 sorriso.




Refoli di fiato




Guardaci ora!

Anelare
refoli di fiato
per pochi scampoli
di eterno.

Fu un incesto
di anime
il nostro
 
una sola
linfa di vita

fiume d’essenza
dalla foce smarrita.

Fallo ora
ma carezzami
 prima di andare
 
carezzami amore
e  punta dritto
 al mare.




Appresso a un sogno









Ci rivedremo lì
dove i colori
 sgorgano

dove il buio
è crisalide
di giorni alati

e il tempo
scrigno
di attimi eterni.

Lì, tra tappeti
 di lavanda
e muschio rosa

per correre ancora
a perdifiato
appresso a un sogno.

 



Migranti nella notte







Stelle binarie quegli occhi
nel cielo d’inchiostro
che col mare si fonde
e confonde.

Sospesi tra passato e futuro
col cuore in ombra
tra dubbi e paure
a migliaia
si abbandonano al sogno.

E come aironi migrano
tra le porte del mondo
con un battito d'ali




Tela antica (A mia nonna)



I solchi sul volto,
la pelle di lavanda e luna.

Il grembiule sulla gonna lunga,
ampia e avvolgente come un abbraccio.

La scala di pietra, lastricata di sospiri;
il camino, sepolcro di notturni pensieri.

Ricordi che affiorano mentre la terra trema
e squarcia impietosa quell'antica tela.

E gli occhi miei, di macerie e lacrime,
attoniti a guardare.





Il fluire dei lustri



 
Il battito dei sensi
 si arrestò
e lentamente
 abbandonò la scena.

Divenne spettatore
 per un tempo
che le parve breve

ma incessanti
fluirono i lustri,
 fiume sotterraneo
al mare promesso.

Quel mare
 senza incanto
che mai navigò.

 



 


Il fardello




L'addio tuonò
impietoso
e a ogni passo
 lontano da noi
il cielo sgretolavi un po'.

Il fardello disseminavi
 nel sentiero
e tra gli aceri rossi
svanivi leggero.


 





Attimi





Attimi ciechi
tra rivoli di luce
sospesi come ponti
su torrenti in piena.
 
Attimi donati
per un sorso di pace
tra un conato e
l'altro di vita.
 
Attimi, a migliaia,
dispersi tra le rughe dei sogni. 




Oltre



Ora che sei spalle al muro
centrifugato dagli eventi
la vita batte lenta
e il gelo del disincanto
intorpidisce i sensi.

Eppure oltre quel mare 
guardi ancora
con gli occhi
di un gabbiano



A Pino Daniele





Se vibrare non posso più
tra le tue braccia
voglio restare qui
tra queste mura
finestre spalancate sul mare.

Qui, oltre il silenzio acerbo
a guardare
vergini melodie e parole
volteggiare.

Qui, dove orfana di te
e del mio domani
posso ancora sognare.

La tua Chitarra






Mi amai



Mi allontanai
 da me senza dolore, e
alla vita, scelsi la fuga.

Mi annidai
tra le tegole di un giorno
mai iniziato

mi intrecciai
tra le maglie degli errori
del passato.

Fortemente
mi cercai, mi cercai
  mi cercai.

Mi trovai.

Mi amai.



Tra le rughe del tempo







Ci sono odori che vivono
tra le rughe del tempo.  

A volte tornano
ma quando arrivano
rimangono per poco 

giusto il tempo 
di fermare il mondo. 






Attraversami ora





Le sponde hai ormai eroso 
scorrendo in me incessante. 

Attraversami ora 
come fiume in piena
e inondami di te. 

Deboli sono gli argini. 






E parli, parli, parli...





E tu
parli, parli, parli...
pioggia battente
sui fiori del vento.

Se solo ascoltassi
degli anemoni il canto
e calda serra
divenisse il tuo abbraccio.

Ma tu
parli, parli, parli...




In punta d'animo



 
C'è un tempo in cui
 si è troppo giovani
per nutrirsi di ricordi
e troppo adulti
per vivere di soli sogni.

E' il tempo in cui
 imprimere un segno
 del nostro passaggio
indelebile e unico
pur se percorso
 in punta d'animo. 




Assenti



Assenti
  in un presente
orfano di passione
teatro di una metamorfosi
annunciata.

Spettatori increduli
 di un amore 
che ansimante non arriverà
 a domani.

Eppure allora
 era per sempre.



Gocce di dignità





Se non ti fossi voltata
ti avrei ricordata per le mani
appassite tra i rifiuti


per il cestino colmo
di avanzi del mercato

per il paltò logoro
di un antica sartoria.

Ma ti voltasti

e curva di vergogna
accennasti un saluto.

E io non riuscii
a distogliere lo sguardo


non riuscii a evitare

che piangessi
le ultime gocce di dignità.


 




L'avamposto



C'è un posto
dove il frinire dei grilli
è il solo canto.

Dove il sole
rammenda i sorrisi
in cui si annida l’oblio
e la frusta del tempo
 scolpisce senza ferire.

Quell’avamposto
lo conoscono bene
gli angeli.

Ci volano basso sopra
e attendono.







Respiri




Ci sono respiri
che soffocano i sensi

quelli che fai 
quando il travaglio
lacera dentro
e pare non aver fine.

Quelli che fai
quando abortisce
un sogno.




Le mie miserie






Un altro giro, oste,
un altro giro di giostra!

Voglio volare più in alto
vedere le mie miserie 
confondersi con i campi arati

con i treni che bucano l’aria 
mentre fieri sfrecciano 
verso il sole

prima di affogare 
quel che resta di me.