Briciole di Alda Merini 3









Onorificenze e Premi Letterari

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana Roma, 1 giugno 2002

Nel 2007 le viene concessa dalla Facoltà di Scienze della Formazione di Messina la Laurea magistrale honoris causa, in "Teorie della comunicazione e dei linguaggi".

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale" per la Poesia.

Nel 1996 il Premio Viareggio.

Nel 1997 il Premio Procida-Elsa Morante.

Nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.

Il "Premio Cultura Histonium 2007" con la seguente motivazione:
"Profonda interprete del nostro tempo, voce poetica di intensa emotività, continua, nel panorama della letteratura contemporanea, a regalare ai numerosi lettori testi incisivi, nei quali la memoria si fa evocazione struggente e drammatica e l'intreccio dei temi, solcati da ombre e luci e dalla devastante esperienza della follia, viene amalgamato attraverso una notevole concentrazione stilistica e una ricca uniformità percettiva".






Chiude la Casa Museo di Alda Merini a Milano. Quali spazi per la cultura in Italia?
Scritto da: Lorenzo Mazza - martedì 22 ottobre 2013


Alda Merini














Chiusa dallo scorso 2 settembre la Casa museo di Alda Merini a Milano. Tra mancanza di fondi e necessità di immaginare nuovamente i tradizionali spazi museali, l'Italia ripensa alla poesia

Nell’Italia dei musei chiusi per mancanza di personale,

l’Italia dei ripetuti crolli nel sito archeologico di Pompei, sappiamo con certezza quale posto è relegato alla poesia, l’ultimo. Pratica letteraria poco frequentata dalle masse, la poesia viene spesso relegata all’interno di vecchi e polverosi circoli culturali e viene necessariamente etichettata come genere di nicchia. La poesia come ‘cosa viva’ però ha un’importante valore salvifico per gli uomini e le loro comunità, li aiuta a rinnovare il linguaggio e ad attraversare tempi bui. Arrivando persino ad indirizzare gli ideali dei politici.

Questo preambolo per introdurci ad un altro piccolo grande caso italiano 

di scarso rispetto verso la cultura. A Milano la casa museo di Alda Merini, la poetessa dei Navigli, è chiusa. Inaugurata il 21 giugno 2011, è stata chiusa il 2 settembre 2013. La giunta di Giuliano Pisapia si scusa con un classico “a causa di mancato bilancio, non può proseguire il mantenimen-to della Casa della Poesia“, ma dietro alla serrata ci sarebbero problemi 

di altra natura. Se il museo fa pochi visitatori, il museo chiude, questa

la litania che sentiamo sempre più spesso snocciolare da sedicenti politici che spesso si dimostrano assolutamente ciechi di fronte alla particolari-

tà del nostro patrimonio culturale. Diversi musei pubblici in Italia infatti spesso si trovano a dover contare sul lavoro di personale sottopagato e sulla disponibilità di volontari e stagisti. Con queste forze però si riesce 

a malapena a mantenere in buono stato le collezioni, ad ordinarle e preservarle. Per fare mostre, per fare promozione, per comunicare le attività del museo e coinvolgere un pubblico più vasto rispetto a quello degli addetti ai lavori, ci vogliono però le risorse. Ci vogliono risorse per fare visite guidate ed appassionare i ragazzi delle scuole, risorse per programmare con largo anticipo uno scambio culturale o un prestito con

un altro museo.

Ecco perché la questione del museo Alda Merini nella ex-tabaccheria di via Magolfa – vicino a dove la stessa poetessa risiedeva, non si può liquidare con la ‘mancanza di visitatori‘.

Gli appelli lanciati a mezzo stampa ed in rete dalle stesse figlie di Alda, Barbara ed Emanuela Carniti stanno cominciando a smuovere qualcosa.

Il Ministro della Cultura Massimo Bray, ma anche il Presidente della Commissione Cultura a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, si sono dichiarati preoccupati e da Palazzo Marino hanno messo le mani avanti sostenendo di avere “già un progetto per il futuro”. Cosa bolle in pentola? L’idea del Comune di Milano sarebbe quella di “assegnare gli spazi a una associazione o a una rete di associazioni che tengano viva la memoria di Merini aprendo il museo e svolgendo, nelle altre stanze, attività culturali, corsi e seminari”.

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