Indelebile riflesso


La schiena curva,
in un eterno inchino,
scopre la nuca
scavata dal vento.
 
Gambe ossute fluttuano,
alle bretelle appese,
come panni stesi.
 
Pensieri scalzi frugano
tra spiccioli di sogni
e manciate di ricordi.
 
Negli occhi, indelebile,
il riflesso del confine
tra il mare e l’ignoto.

4 commenti:

queffe ha detto...

Bellissima poesia, @sira .
Nella prima strofa non so se sono d'accordo con quell'interminabile: se da un lato passa, forte, una sensazione di sospensione del tempo, dall'altra rischia di togliere ogni senso di caducità e di provvisorietà, che portano la vita e i desideri a farsi ricordi e poi più nulla.
Bella figura nella seconda strofa:
On 23/4/2017 at 19:30, sira ha detto:
Gambe ossute fluttuano,
alle bretelle appese,
come panni stesi.
Essenziale, eppure molto riuscita: bello il trasferimento fra le gambe ossute e i pantaloni che dovrebbero contenerle, appese alle bretelle e fluttuanti come panni stesi. Retorica non banale che impone uno sforzo per lasciarsi interpretare sia visivamente e sia emozionalmente.

Nella terza strofa forse concedi qualcosa ad immagini già viste in poesia. Non di meno l'essenzialità è efficace e la sensazione che ne risulta è chiara e fa appello all'emozione profonda del lettore.

Bello l'explicit: c'è qualcosa di visivo, di "esterno" che può percepire solo lo sguardo del lettore, e c'è qualcosa di "interno" e profondo, che è il ricordo, la coda di un desiderio che le forze umane non riescono più ad inseguire. Sulla linea di confine: il riflesso. Come una pellicola impressionata. Indelebile. Questa sì: "eterna".

Bravissima.

Luca ha detto...

iao @sira
Devo ammettere che invidio molto la capacità che hai di unire a una scrittura semplice e potente, una grande sensibilità.
Ciò che in genere mi piace della poesia, è anche avere la possibilità di darle più interpretazioni e le immagini che proponi in questo componimento, danno questa bella libertà.

La schiena curva,
in un eterno inchino,
scopre la nuca
scavata dal vento.

Nella prima strofa io vedo una persona anziana, fisicamente provata ma anche grata alla vita: quella schiena curva che si prostra di fronte alle avversità quasi ad onorare l'esistenza, nonostante tutto, mi fa pensare a quella saggezza di cui si può disporre solo dopo una certa età.
I due versi successivi rafforzano questa mia sensazione: quella nuca mostrata involontariamente e scavata dalle intemperie, dà l'idea contrastante di solidità e precarietà allo stesso tempo.

Gambe ossute fluttuano,
alle bretelle appese,
come panni stesi.

Qui ancora mi ritorna alla mente quel "vento"di cui sopra. Il corpo corroso che fluttua sotto i suoi colpi è un'immagine potente ed evocativa.

Pensieri scalzi frugano
tra spiccioli di sogni
e manciate di ricordi.
l'aggettivo "scalzi", mi è ostico e non riesco a trovare un'interpretazione che mi convinca, anche se propendo che venga inteso come una situazione di indigenza (o solo nostalgia?). Però non so...

Negli occhi, indelebile,
il riflesso del confine
tra il mare e l’ignoto.

Due occhi azzurri umidi che richiamano il mare e riflettono un qualcosa che non si può definire, la cui conoscenza in un certo modo ci è preclusa: a me piace pensare che sia l'anima, la sua immortalità che invece contrasta con la temporalità delle cose terrene. Ecco allora quel riflesso, quella strana luce che si trova in certi sguardi e che da una parte è consapevolezza dell'infinito, ma che dall"altra ne è anche il confine, oltre il quale c'è l'ignoto e non è dato sapere.

Componimento molto bello, versi e strofe brevi e incisivi che rendono la lettura di impatto. Refusi non ce ne sono e l'uso della virgola personalmente lo riserverei solo per gli incisi, mentre negli altri casi ci si può avvalere degli a capo; questo però è puro gusto soggettivo: con un paio di virgole in meno la lettura acquisirebbe maggiore fluidità.
Sempre un piacere poterti leggere!
Alla prossima

Nel primo verso ho difficoltà con l'aggettivo "scalzi", mi è ostico e non riesco a trovare un'interpretazione che mi convinca, anche se propendo che venga inteso come una situazione di indigenza (o solo nostalgia?). Però non so...

Negli occhi, indelebile,
il riflesso del confine
tra il mare e l’ignoto.

Due occhi azzurri umidi che richiamano il mare e riflettono un qualcosa che non si può definire, la cui conoscenza in un certo modo ci è preclusa: a me piace pensare che sia l'anima, la sua immortalità che invece contrasta con la temporalità delle cose terrene. Ecco allora quel riflesso, quella strana luce che si trova in certi sguardi e che da una parte è consapevolezza dell'infinito, ma che dall"altra ne è anche il confine, oltre il quale c'è l'ignoto e non è dato sapere.

Componimento molto bello, versi e strofe brevi e incisivi che rendono la lettura di impatto. Refusi non ce ne sono e l'uso della virgola personalmente lo riserverei solo per gli incisi, mentre negli altri casi ci si può avvalere degli a capo; questo però è puro gusto soggettivo: con un paio di virgole in meno la lettura acquisirebbe maggiore fluidità.
Sempre un piacere poterti leggere!
Alla prossima

anglares ha detto...

da dove cominciare?
Ho letto la tua poesia più volte aspettando che le immagini si cristallizzassero in una forma definita. Quel che è vivo è vivo. Sono parole di grande profondità e che non si esauriscono in un'immagine. Proviamo dunque ad affrontare la lettura di questa materia vivente. Una poesia, un quadro? Ebbene si, si può far pittura con le parole, vediamo un po' come:
On 23/4/2017 at 19:30, sira ha detto:
La schiena curva,
in un eterno inchino,
scopre la nuca
scavata dal vento.
Ovvero La schiena curva (in un eterno inchino) scopre la nuca (scavata dal vento)
Il primo e terzo verso disegnano l'immagine, il secondo e il quarto ne danno il timbro emotivo, ovvero il colore. Dai sostanza a quella schiena curva il cui gesto si carica di significati, lo stesso per la nuca. Così delimitiamo una rosa di impressioni, perché l'immagine è in via di composizione e non è ancora definita. Ma già la mente elabora significati.
On 23/4/2017 at 19:30, sira ha detto:

Gambe ossute fluttuano,
alle bretelle appese,
come panni stesi.
Il primo verso ha sia forma che sostanza, un'azione autonoma, una pennellata che colorando disegna. L'azione si ferma, non prosegue, lasciando al verso il suo respiro. I due successivi, aggiungono sfumature alle gambe che fluttuano (appese alle bretelle come panni stesi), ovvero due immagini che ripartono dal primo verso: altri due colpi di pennello che danno complessità a quelle gambe.
On 23/4/2017 at 19:30, sira ha detto:
Pensieri scalzi frugano
tra spiccioli di sogni
e manciate di ricordi.
Come il primo verso della strofa precedente riparti con un'immagine anche qui già carica emotivamente dall'aggettivo in mezzo. In questo caso la scelta stacca decisamente e gli aggettivi hanno un collegamento logico con i soggetti a cui si riferiscono più labile. I colori delle pennellate si fanno complementari: il rosso cerca il verde, il giallo è in rapporto con il viola e il blu con l'arancione. pensieri-scalzi, spiccioli-di sogni, manciate-ricordi. Queste immagini accendono l'immaginazione, come l'uso della luce in un quadro.
On 23/4/2017 at 19:30, sira ha detto:
Negli occhi, indelebile,
il riflesso del confine
tra il mare e l’ignoto.
Negli occhi (indelebile) il riflesso del confine tra il mare e l'ignoto. La strofa conclusiva è prevalentemente forma, ovvero disegno, con una piccola nota di colore. Ma disegni il confine tra mare e l'ignoto. Qualcosa la cui complessità rende automaticamente la forma contenuto stesso. il tratto semantico ha così profondità che il significante è esso stesso significato, ovvero originante il senso.
Dunque chiudi con un'immagine che ci da una fuga verso l'orizzonte, lasciandoci cullare dalle immagini prodotte.
Ogni buon quadro vuole un equilibrio cromatico, delle tonalità di luce e una geometria compositiva. Guardando il tuo lavoro nell'insieme la scelta di ogni singolo elemento è in equilibrio con la totalità dell'opera, garantendo il risultato.
Possiamo verificare ciò dal fatto che la poesia(quadro) non si esaurisce in un'immagine univoca ma continua a produrre significati. Le diverse letture sopra danno una rosa delle possibili interpretazioni. Io stesso la prima volta mi ero rappresentato che fosse l'immagine fermata di una persona che stava per tuffarsi in mare (la schiena curva e l'immagine del mare alla fine), poi sono stato condizionato dalla discussione.
Eccoti pittrice di parole. Non mi sento di segnalare modifiche al tuo lavoro, è sicuramente tra le migliori poesie lette qui sul WD.
Spero che questo gioco di similitudine con la pittura ti abbia offerto una visione diversa della poesia. Astrarre la forma dal tipo di linguaggio utilizzato permette di mettere a nudo le strutture espressive.
Complimenti.
Alla prossima.

hope ha detto...

Molto bello, molto profondo.
Che dire? E' una poesia che si commenta da sé, le immagini sono molto vivide, ma allo stesso tempo contorte, come un foglio di carta appallottolato.
Mi ricordano i pensieri di una persona anziana, che deve affrontare i ricordi di un passato travagliato e intanto aspettare un futuro incerto. Si sente quello che vuoi trasmettere, quindi, ripeto, mi è piaciuta!
Spero di rileggerti presto! :)