A Irina




E mentre ti perdi
nei labirinti della mente
ti sorprende la luce dell'alba
che timida filtra
nelle stanze vuote.

Quelle stanze
che un tempo non lontano
urlavano di vita.

Ora è silenzio intorno.
Un silenzio assordante
incessante, impietoso.

Solo un rumore
sopravvive ancora
un cuore di mamma
che batte e non s’arrende
e dilaniato
attende.





2 commenti:

queffe ha detto...

Difficile commentare una poesia così carica di dolore.
Anche se, dalla dedica, si capisce che è la tua interpretazione del dolore di una persona vicina e quindi si possono mettere da parte il pudore e il rispetto per chi tenta di sfogare il proprio dramma con uno scritto autobiografico.

I labirinti della mente citati sono il segno di una persona che non è persa nei ricordi, una persona per la quale la vita, nonostante tutto continua.
La mente contiene anche i ricordi, d'accordo, ma è più rappresentazione di un presente che non si è lasciato sopraffare dagli eventi del passato.
Forse la scelta, al di là della locuzione magari anche un po' abusata, indica che tali eventi non sono irreversibili, almeno questa è la speranza che traspare per l'empatia del lettore.

Ma il silenzio assordante che si materializza ben presto è ben più duro e irrevocabile, se davvero il solo battito di un cuore si può ormai sentire.

Ho una mia interpretazione che non so se è desolata e desolante, oppure rispecchia la voglia di continuare di quella mamma:
un evento tragico le ha portato via un figlio e ciò ha rotto il legame indissolubile, quello con il padre che non ha saputo, come lei, cercare una risposta alle ragioni del destino nei labirinti della mente.

Bel lavoro, coinvolgente.

enrikus ha detto...

Eh... forse bisogna essere genitori per "sentirla" a pieno? Forse no, non so. Gran bella poesia Sira. Piuttosto semplice ( nel senso che è estremamente chiara) senza ricerca di paroloni o figure difficili da visualizzare. Non ho nulla da segnalarti per quanto riguarda lo stile, in quanto non sono un poeta né tantomeno m'intendo di metrica.

Solo quel "ode" riferito al rumore del cuore che batte, a parere mio stride con lo stile semplice e fluido che hai usato nel resto del testo. Capisco che "sente" sarebbe stato piuttosto brutto, sicuramente peggiore, quindi non so neanche dirti se hai fatto male a metterlo. Dico soltanto che stona in mezzo al resto, perché l'ho notato subito.

Le interpretazioni possibili sono innumerevoli ovviamente. Potrebbe trattarsi di una donna che resta improvvisamente sola, di un marito che muore, o, potrebbe trattarsi di una donna che sente straziante in fondo al cuore il dolore dei figli che vanno per la loro strada.

Qualunque sia, ottimo lavoro Sira. Bella poesia.