Io



 
 
Tessuta
con trama
di crine
e ordito
di seta
 
di diamante
sono
inclusione
 
di tormenta
crisalide.
 
A volo d’angelo
la ragione eludo
 
e a piedi nudi
sentieri
di stupore
discendo.

 

Lo strappo


 
Solo ora
ti chiedi
se avrà sentito
della mano
il battito,
del silenzio
lo strazio,
dei sogni tuoi
il tonfo.
Ora che
mentre guardi
altri occhi,
risuona
lacerante
il suo grido.
 
 
 
 

Volo di aliante

 
 


Sei aliante d’aria vestito
parassita dei venti.
 
Di corrente in corrente
voli volteggiando
e con ali maestose
gli sguardi distogli
dal tuo planare lento.
 
Menti all’insù riposano
di amaro disincanto.
 
 
 
 

Spalti deserti





Sei acquerello
su tela di ragno
 
valle di fumo
ghiaia
e pietrisco.
 
In sella
all’assurdo
sfili fiero
 
e a briglie lente
allisci il pelo.
 
Deserti
gli spalti.
 

Maree taciute

 
 
 
 
Un secretaire
scrigno di ineffabili sogni
 
un calamaio
sepolcro di maree taciute
 
e fogli cestinati,
tanti,
a soffocare pallidi vagiti.
 
Su un foglio bianco
riposa una penna d’oca
 
e un raggiante sole nero
splende indelebile

Eppure, vai



eppure, vai...
 
diafano fiore
dallo stelo
reciso
corolla
che non cessa
il grido.
 
Arbusti
feriscono
il tuo incedere
lento
e polline nuovo
ti schiva.
 
Eppure, vai...
 
 

Io sono tumulto





China
su ginocchia
di nuvole
le mani nude
nella terra
umida
affondi. 

Vento di ginestre
respira lento
tra le maglie
di un’amaca 

e fogli di versi
planano lievi 
tra ranucoli
e campanule viola.
 
Le mie risa stridono
nel silenzio
ma tu mi guardi
incantata.
 
Non invidiarmi
io sono ologramma.
 
Tu sei pace
io sono tumulto.







Le sue parole


Improvvise
scrosciano
e ti sommergono.
 
Ma non affondi
non più.
Ninfea candida!
 
A fior d’acqua
le palpebre serri
e concerti
di flauti celi


A Irina




E mentre ti perdi
nei labirinti della mente
ti sorprende la luce dell'alba
che timida filtra
nelle stanze vuote.

Quelle stanze
che un tempo non lontano
urlavano di vita.

Ora è silenzio intorno.
Un silenzio assordante
incessante, impietoso.

Solo un rumore
sopravvive ancora
un cuore di mamma
che batte e non s’arrende
e dilaniato
attende.





Il Paradiso







E tu mi dici
il paradiso!

Cosa mai potrà eguagliare
la febbre dei sogni
il poetare dei regni.

Cosa c'è di più divino
delle braccia del mattino
dello stupore di un bambino.

Tu mi guardi e mi sorridi
poi si illumina il tuo viso

e mi ripeti
il paradiso!



Innocenza venduta





Lenti scivolano
sulle gambe tue nude
i suoi occhi.
 
Laghi gemelli senza fondo:
dolce annegare.
 
Frenetiche danze
sui fianchi tuoi indolenti.
 
Rigonfie le tasche
di venduta innocenza.



Indelebile riflesso


La schiena curva,
in un eterno inchino,
scopre la nuca
scavata dal vento.
 
Gambe ossute fluttuano,
alle bretelle appese,
come panni stesi.
 
Pensieri scalzi frugano
tra spiccioli di sogni
e manciate di ricordi.
 
Negli occhi, indelebile,
il riflesso del confine
tra il mare e l’ignoto.

Al confine




Al confine
tra pensieri e parole
scorrono i versi
 
e quando, gonfi,
dagli argini
esondano
 
eteree distese
di calle in fiore
dipingono.

La danza del mondo






Pulviscolo di pensieri,
palude di sguardi,
sensi nei crepacci dell’anima.
 
Nell'aria, forte,
 l'odore del nulla.
 
E mentre il mondo
continua la sua danza,
inerte, attendo
che mi giunga qualche nota.

Sussulti fetali




Stalattiti di pianto
nella grotta che fu
degli anemoni il campo.

Lustri di polvere
su giochi desueti
ogni granello un passo in più
verso alienanti segreti.

Accogli il dolore
togli il bavaglio
delle lingue di lava
lapilli resteranno.

Un effluvio di vita
ti sorprenderà ancora
con un sussulto fetale
un anemone
un’aiuola.



Alzheimer



A grappoli strappi i ricordi
di chi ha finito il futuro
e nell’evanescenza dimora.

Saccheggi memorie
dispensi visioni
e ossute schiene
chini.

Avido sciacallo!

Quanto dolore per
quei baci obliati
quegli occhi depredati.

E sempre si veglia
anelando il rifiorire
di un effimero sorriso.




Refoli di fiato




Guardaci ora!

Anelare refoli di fiato
per pochi scampoli di eterno.

Fu un incesto di anime il nostro
una sola linfa di vita.

Fiume d’essenza
dalla foce smarrita.

Fallo ora
ma carezzami  prima di andare
carezzami amore
e poi punta dritto al mare.