Polline eterno




Quando dal mio giardino 
l’ultimo fiore coglierò,
fa che polline eterno,
verso il mio spazio infinito, 
il tuo gentil respiro 
sospinga. 



14 commenti:

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Sira è sempre un piacere visitare il tuo blog,sempre più bello e più ricco di poesie.Grazie per il dono che ci fai,con affetto Vito.

Anonimo ha detto...

Gentile e bella, primaverile, una rinascita di cui abbisogna l'anima, la vita..brava cara sira, auguri di buon 8 marzo, andrea^^

Anonimo ha detto...

Gentile come il tuo cuore che sempre esterna tanta sensibilita' marinella

Anonimo ha detto...

Gentile e tenera come il tuo cuore,un saluto Gpaolocci

Anonimo ha detto...

Davvero Splendida, talento letterario e sensibilità poetica si fondono magnificamente. Ciao Sira:-)
Fabio Galletti Cacciaro

Anna Celi ha detto...

Splendida!

Refusi ha detto...

Ciao Sira, apprezzabile come idea, ma credo che avresti potuto strutturarla meglio, c'è qualche cosa che stride nell'insieme ho la sensazione, personale sia ben inteso, che manchi qualche cosa nei primi due versi rispetto al seguito e alla chiusa che apprezzo molto, non so ma quel coglierò a mio modo di vedere stona, io proverei a sostituirlo, magari modificando la costruzione del verso. Comunque bella.

Mid of Goban ha detto...

Uhm... dunque.

L'immagine evocata è interessante e ben tratteggiata.
Ci sono alcuni punti in cui il mio orecchio avrebbe gradito scelte differenti, ne parlerò più avanti.

Quello che mi ha lasciato un po' disorientato è il fatto di non essere riuscito a cogliere nessuna "lettura profonda" sotto quella più evidente.
Il che non significa che non ci sia, più probabilmente sono stato io a non coglierla.
C'è un significato nascosto? Una chiave di lettura per questo componimento? Hai nascosto con dei versi la descrizione di qualcosa di intimo e segreto?
Se la risposta è sì, allora mi spiace dirti che non sono riuscito a capire nulla. Forse hai celato troppo, o forse (ed è più facile) sono io a non essere riuscito a comprendere a sufficienza.
Se invece la risposta è no, posso dirti che la poesia è tecnicamente ineccepibile e descriva una bella immagine, ma risulta un po' vuota.

Attendendo una tua risposta, l'opera aleggia in uno stato di sospensione... non so, sembra che mi sfugga qualcosa.
Soprattutto è l'associazione dell'aggettivo "eterno" al "polline" che mi spiazza: sembra si annidi un significato particolare, lì dentro, eppure non riesco a tirarlo fuori...

Dal punto di vista tecnico, invece, niente da dire. Ricorda vagamente Quasimodo.
Una sola scelta non mi convince del tutto, ed è nel secondo verso. La frase Quando dal mio giardino/l’ultimo fiore coglierò, io l'avrei resa più semplicemente, senza inversione del verbo: "Quando dal mio giardino/coglierò l'ultimo fiore". In questo modo crea simmetria nei versi. La tua versione ha versi con sillabazione 7/9/7/8/3. La mia invece 7/8/7/8/3, quindi crea una doppia coppia 7/8 che musicalmente finisce per dare maggior risalto al verso finale.
Ovviamente si tratta di una questione di orecchio e di gusti personali, e molto dipende anche da cosa tu abbia voluto trasmettere, e come.
Spesso si ritiene che un approccio analitico come il mio sia tutto fuorché "poetico"... ma è così che analizzo i testi poetici, quindi abbi pazienza.

In ogni caso in poesia è molto difficile dare commenti oggettivi, quindi prendi con le pinze tutto ciò che ti ho scritto.

Come commento finale ti dirò che il testo mi è piaciuto, e mi ha suscitato immagini ed emozioni.
Attendo però una tua risposta per capire se lo scopo della poesia era fermarsi a quel livello, o se ci siano dei significati che mi sono sfuggiti.
Bel lavoro, comunque.

A rileggerti.

Simoanila ha detto...

Ciao Sira :-)

Mi hai messo in crisi.
Sono combattuto tra la forma e il messaggio.
C'è un elemento nella tua poesia che è allo stesso tempo la sua forza e la sua debolezza. Parlo del "fa" sul terzo verso.
Faccio una premessa prima di chiarire il mio punto di vista.
I componimenti brevi come il tuo possono offrire forti emozioni, oppure no. Possono parlare di qualunque tema, o anche di niente. Possono essere originali o banali. Insomma ogni aspetto rispecchia in tutto e per tutto il componimento di lunghezza classica. Tranne che per una cosa: il componimento breve non può permettersi neanche una lettera priva di musicalità. Le parole devono essere perfette perché per esprimere qualunque cosa in modo poetico degno, con poche parole, queste devono necessariamente essere amplificate da una leggibilità non solo piacevole, ma sublime.
E quel "fa" non è il massimo. Trovo che spicca su tutto il resto in modo negativo, togliendo piacevolezza a tutta la lettura.
Però c'è un bel però.
È proprio quella sillaba a rendere interessante il senso generale della poesia. È giustamente impersonale. Non importa a chi ti stavi rivolgendo quando lo hai scritto, io posso riferirlo a chiunque e a qualunque cosa che secondo me ha il potere di donarmi la vita dopo la morte: Dio, la natura, la scienza, l'amore, un amore, una consapevolezza, una pratica meditativa, una preghiera, un angelo e così via, all'infinito.
La tua preghiera può diventare una poesia d'amore, o acquisire i caratteri di un tema sociale o filosofico, o addirittura storico se la mia indole mi propone di collegare il "fa" alla scienza moderna, così piena di teorie sulla sopravvivenza della coscienza oltre alla morte (l'ho fatta un po forzata per rendere l'idea).
Insomma è un bel "fa" ma è anche un pessimo "fa".
Ho pensato ad un eventuale sostituzione, ma non esistono altre sillabe altrettanto versatili, bisognerebbe elaborare una frase ma non è affatto facile perché si rischia di limitare i possibili collegamenti che la sillaba permette.
Fa sì?
Fa no?
Ciao Sira a rileggerti :-)

Luca ha detto...

Dopo questi commenti così belli, mi trovo un po' in imbarazzo a scriverne uno mio. Però ho deciso di farlo, e principalmente per due motivi. In primo luogo mi piacciono i componimenti brevi. Credo infatti che riuscire a trasmettere un'emozione in pochi versi, dia alla poesia un fascino ed una magia in più. In questo caso, come hai spiegato in precedenza, non ci sono seconde letture possibili, e la semplicità del tuo componimento, in questo caso è un bel punto di forza. Infatti non c'è spazio per fraintendimenti, la tua preghiera arriva diretta così come l'avevi in testa.
Principalmente però, ho apprezzato il verso " fa che polline eterno sia". Il polline è di per sé un elemento riproduttivo, che rigenera, e già così evoca un'immagine atemporale. Scrivendo polline eterno, si amplifica ulteriormente il concetto, e la tua volontà di leggerezza feconda oltre il tempo, è ciò che sta alla base di ogni preghiera e speranza (per chi prega, ovviamente), e quindi credo che sei riuscita a cogliere in pieno il nocciolo della questione.
Appunti negativi non ne ho
A presto

Lover ha detto...

Ciao Sira.
Bella come al solito e intensa in poche righe.
Passo velocemente su WD perché ho impegni ma soffermandomi un attimo sulla tua poesia mi sono detto che dovevo lasciare una traccia.
E' veramente una preghiera ma al tempo stesso è una speranza in un Dio caritatevole che auspichiamo ci accolga nel suo regno eterno, facendoci attraversare la soglia mortale in un modo veramente dolce.
Sarebbe bello se l'immagine che hai evocato con i tuoi versi si verificasse veramente, se potessimo andare di là in questo modo.
Nel frattempo, aspettando l'ultimo fiore della nostra esistenza, ci godiamo la tua poesia.
Brava.

Igor ha detto...

Chi getta semi al vento
farà fiorire il cielo"

Parto citando questa "scaglia poetica" di Tresoldi per farti vedere cosa mi ha evocato la lettura. Perché la prima cosa a cui ho pensato è stato questo breve frammento.
Il componimento è breve, e riesce rapidamente, e in maniera semplice, a dire un pensiero che non saprei definire in altro modo, se non "poetico".
Mi dissocio dalla critica del "fa", che trovo invece suggestivo e calzante.
Una buona giornata, a rileggerti!

B.g ha detto...

Salve,
ho un'attrazione particolare per i componimenti brevi, ho trovato il suo efficace e diretto e al tempo stesso mi ha emozionato in pochissime righe.
Ho trovato la scelta della parole precisa: ognuna di esse mira ad arrivare, a centrare il sentimento e l'atmosfera della poesia.
Metrica che gradisco, ho trovato le sue parole musicali ed armoniose, con una nota di crescendo che mi ha fatta arrivare al finale piena di attesa, e appagata.
Grazie 

Vincenzo Iennaco ha detto...

Nella sua brevità (effimera, in quanto il senso si prolunga oltre, e oltre, e oltre...) dico solo: bella.
E brava tu.