Il palco



Così,
 senza saluti
 né applausi alcuni,
il palco abbandonaste silenti.

E ad ogni replica da allora,
orfani di voi,
 noi moriamo un po'.




3 commenti:

Anonimo ha detto...

verdefronda
Bellissimi versi che onorano il palcoscenico della vita
il 25/12/2013 alle 21:59

Sir Morris
Si apre un nuovo sipario... ecco a voi: "Sira" !!!
il 25/12/2013 alle 23:24

gpaolocci
il ciclo della vita si ripete come uno spettacolo,un saluto
il 26/12/2013 alle 11:25

cangio
piaciuta :-)
il 26/12/2013 alle 11:37

Bella zi da WD ha detto...

Buonasera,
 
Mi trovo per la seconda volta a commentare una tua composizione, e devo dire che, nella forma, le tue (due) poesie si assomigliano. L introduzione è particolarmente ricercata, in special modo nel suono dei termini che scegli di accostare : " applausi alcuni" è una bellissima assonanza ( non sono sicuro sia il termine corretto, in tal caso correggimi), quasi una rima nella rima. Anche "abbandonaste silenti" ha una bella musicalità, la ripetizione della S tra la fine di un termine e l inizio dell altro concatena le parole, formando un unico suono che esprime contemporaneamente  l azione e l aggettivo che la descrive.
Il finale anche riprende lo schema dell altro componimento da me commentato, ovvero l uso di un linguaggio piu sobrio volto a concretizzare il discorso e a riportarlo su un livello di lettura più vicino all uomo pratico. Esprime a mio modo di vedere la conseguenza dell "oggetto iniziale" focus della poesia.
 
Per quanto riguarda il contenuto, devo confessare di non aver capito niente, alla prima lettura. Il secondo tentativo mi ha fatto notare ed apprezzare la bellezza della forma.
La terza lettura mi ha regalato un idea. Ho letto nei tuoi versi la nostalgia di un sentimento puro, che interrotto improvvisamente lascia dietro di se , e dentro di noi, solo il vuoto. Un palco silente, per ricalcare le tue parole.
Da quel momento, quando avvertiamo quel sentimento, lo avvertiamo piu distante e meno intenso ogni volta.
Ogni replica, per quanto bella, non sarà mai la prima, sarà sempre contaminata o influenzata dal ricordo dell originale. Questo lento processo porta infine a non provare piu nulla durante lo spettacolo. 
 
 
Sono curioso di sapere se questa volta ho colto qualcosa o se mi sono inventato un significato tutto mio.
 
Perdonate la totale assenza di apostrofi e accenti, ma sto scrivendo da un  cellulare nuovo e non riesco ad inserirli.
 
Un saluto

Sira Fonzi ha detto...

Ciao @Bella zi
mi fa piacere che tu abbia deciso di commentare un'altra poesia delle mie per pubblicare la tua Farfalla blu.
Questa volta hai dato un senso alla poesia molto vicino a quello che ho cercato di darle io.
Il sentimento è l'amicizia, il palco è quello della vita e le repliche sono i giorni vissuti. Due amici, scomparsi prematuramente,
lasciano un senso di vuoto, che, anziché attenuarsi col tempo, cresce ogni giorno di più.
 

On ‎20‎/‎07‎/‎2017 at 01:36, Sira ha detto:
E a ogni replica da allora,
orfani di voi, moriamo un po'.
 
Ho letto già un paio di volte la tua poesia, domani passerò a commentarla.
Grazie