Risveglio



Dal grembo della notte
nasce il giorno
e i primi vagiti
risuonano nella stanza
come un canto di sirene 
che seduce, soave,
per poi, fra gli scogli,
farti naufragare.



4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sir Morris

Eccellente, milady... eccellente Visione!
il 30/12/2013 alle 08:58

atena
Lo scontro con la realtà frantuma i sogni. Belissima.patty
il 30/12/2013 alle 11:57

gpaolocci
e' solo delusione apparente ,via tutto dietro alla spalle e vai la nuova giornata ti attende ,un salutone
il 30/12/2013 alle 16:25

Anonimo ha detto...

Ciao sira, è molto particolare la tua poesia. Pochi versi, ma intensi. L'ho apprezzata. Ti scrivo le piccole modifiche che apporterei:

"come un canto di sirene che seduce, soave,
per poi, fra gli scogli,
farti naufragare."

Metterei delle virgole in più per dilatare i momenti di pausa; in questo modo il lettore si sofferma, senza farci troppo caso, sulle immagini più evocative della tua poesia. Il canto di sirene, seppure usatissima, è una delle figure più belle del tuo componimento.
Arriviamo al verso finale, " farti naufragare". Parrebbe quasi un richiamo all'Infinito di Leopardi, ed è gradito. "Farti naufragare" non conterrebbe di per sé alcun errore, ma il fatto è che non mi suona molto bene. Nel complesso, la poesia è armoniosa, leggiadra nella sua brevità. Quel "farti" stona un po' con il resto del componimento che, come ti dicevo, risulta equilibrato, con un lessico ricercato. Per questo ti suggerirei di cambiarlo, ma non riesco a trovare una forma alternativa che abbia lo stesso significato.
Che aggiungere, lo stile è raffinato. Il contenuto è talmente vasto, difficile da descrivere in poche righe. Può riferirsi semplicemente alla nascita del giorno come alla nascita della vita stessa; questa giunge da un grembo in cui tutto è quieto, buio (la notte) e viene alla luce (del giorno) con i vagiti soavi che ricordano il canto delle sirene. Ma quello stesso gemito si trasforma, nel tempo, in grida di pianto e di dolore: è il processo della vita che ci porta inevitabilmente a soffrire. Così ci perdiamo in po' tutti nella sconfinata esistenza.
A rileggerti!

Simoanila ha detto...

Ciao Siria :-)

Mi piacerebbe tanto che ti fkssi ispirata alla maternità quando hai scritto "risveglio".
L'immagine è davvero originale, mi piace molto, così tanto che avrei voluto l'avessi esplorata un di più, un altro paio di strofe almeno. Un immagine troppo bella per una poesia così breve.
Anche se non sembra ti sto facendo una critica pesante; quando scriviamo e riusciamo ad imboccare un immagine come questa, abbiamo il dovere di esplorala a fondo perché farlo significa esplorare noi stessi, scavare nel profondo del nostro essere per conoscerci attraverso la poesia.
In una parola ti sto facendo una critica di superficialità. Secondo me hai perso una grande occasione.
La musicalità naturalmente c'è, eccome!
Alla fine mi rimane un senso di eternità fisica, la forza della buona salute, l'euforia di una vita vigorosa.
Mi piace così tanto che non mi piace sia così breve.
Buona domenica e a presto :-)
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refusi ha detto...

Ciao Sira, un immagine immediata, concisa, un accusa. La nascita e le morte di un sogno o di un illusione che si ripete costante ogni giorno. Nascere e morire ogni volta nell'arco delle 24 ore. Ho affrontato anch'io l'argomento anche se in modo diverso. Mi piace.