Il giocoliere




Forse sei lì
che di giorno 
fai il funambolo 
sui raggi del sole
e di notte
 il giocoliere con le stelle
mentre lei
dall'alto di una nuvola
 incantata sta a guardare.




Ora che ho te




Solo cenere,
quell'ormai arsa passione
che un giorno
un lontano giorno
credevo fosse vita.




E poi il sereno

                           




Lampi squarcianti, muti,
boati cupi.

E poi la pioggia, esile,
tra le braccia calde del vento

e l'odore di sereno
che si sprigiona lento.




Amnesia





Vorrei cogliere quei fiori
dalla tua mente
e donarli alle tue labbra,
per non vederti, così, 
smarrita, cercarli invano.




La danza dei sensi



Danzano calde le sillabe
nella stanza pregna
d'essenza d'amore.




Dolce mi culla




Dolce mi culla
l'onda dei sogni
nel mare della notte.



L'estate



E improvvisa,
nell'inverno dei tuoi anni,
l'estate.



Notte di mare



Vorrei essere là
quando scivola l'onda
sullo scoglio nudo,

quando il vento
respira lento
tra le maglie 
di un’amaca stanca.

Vorrei essere là
con gli occhi 
colmi di stelle
e l'anima intrisa di sole.


La casa di vento





Il giorno intona le ultime note
che fievoli risuonano 
nel buio che avanza. 

Un lampione si accende
sulla tua casa di vento e il manto,
lacerato dalle stelle, cala lento.

Non c'è voce che squarci il silenzio
che gelido ti avvolge
e lentamente sei ingoiato dalla notte.

Da un’ennesima, lunga,
interminabile notte.




Se fossi fiume

                             



Se fossi fiume
 traghetterei i tuoi pensieri
dall'altra parte della riva,

ma altro non sono 
che una zattera
in balia della corrente.



L'ultimo spettacolo




E mentre sul palco cala il sipario
ti prepari a lasciare il teatro.

Nel silenzio oscuro
il fruscio di un battito d'ali.



Notte



Notte, notte,
mia dolce oasi,
spogliami dalle paure
e rivestimi di sogni.


Trascorri lenta
come lento trascorre
un giorno di dolore

e quando andare dovrai
fallo in silenzio
affinché 
la luce del giorno 
mi trovi ancora addormentata





Notte romana



Con l'inchiostro della notte
la città eterna
scrive la sua poesia. 

Nel palazzo addormentato
una finestra illuminata. 

Qualcun altro,
ammaliato come me,
in silenzio,
sta leggendo quei versi.



Ingrata

/



Mi dimentico di te
quando la nebbia 
le ali ripiega
quando il dolore 
afono tace
quando il silenzio
 col riso si infrange.

Mi dimentico di te
e lo chiamo ingrata
amore




A mio padre

/


Il profumo dei ricordi
 nel tempo
è svanito,
il colore dei tuoi sogni 
sbiadito,
eppure i tuoi occhi,
guarda là,
gridano ancora
di meraviglia.




Una danza nuova (Dedicata a Yara)




Era la strada di casa
 lo scrigno dei sogni
il diario che nessuno 
avrebbe letto mai.


Ma una sera di novembre
ti aspettò una prova grande.

Solo il vento
custodisce cara
l'ultima pagina 
di un diario troppo breve.

Solo il vento
può soffiare ora
sulle tue ali 
per una danza nuova.