Al semaforo



Da lontano scorgi un bimbo
ti guarda
 gli sorridi.

Con gambine ossute
a piedi scalzi corre
la manina sporca
ad afferar quel dono tende.

Impietoso
si alza il finestrino.




5 commenti:

sqwerez ha detto...

tante storie sfumate in un gesto...

Anonimo ha detto...

paolocci
realmente piaciuta,un saluto
il 04/01/2014 alle 19:38

Bibamus
Chi ha aperto il finestrino?Chi sara' mai il bimbo?Misteri d'ogni giorno
il 04/01/2014 alle 22:26

sira
E chi l'ha alzato il finestrino non ce lo metti, Bibamus? Ti pare un mistero da poco? Ahaha!!!!
il 05/01/2014 alle 02:33

Sir Morris
Un bacio al bimbo
il 05/01/2014 alle 21:58

irene ha detto...

Ciao Sira!
Questa tua istantanea fotografa una situazione sempre troppo frequente, purtroppo. Al di là del fatto che si possa ritenere il fare l'elemosina utile oppure diseducativo, o umano o doveroso o altro (è un tema che divide) si tratta comunque sempre di una persona che chiede e di altre che ormai si sono abituate quasi a non vedere. Per me questo muro tra le due parti è terribile ed è un muro che, se ci pensiamo, divide in tutto il mondo e in modi sempre più tremendi. Quindi il tema è condivisibile e universale, e questo lo apprezzo molto.
Trovo però che ci sia un po' troppo sentimento patetico, ma solo in certe parole:le gambine ossute e la manina sporca; avrei preferito (ma tu lo sai, ormai, che noi qui parliamo sempre di gusti e opinioni personali senza intenti di insegnamento) che so: ossa nelle gambe /e piedi scalzi corre, / mostra le dita sporche /ad afferrare un dono . L'inizio e la chiusa li trovo invece perfetti così. É sempre bello leggerti e commentarti!

Luca ha detto...

Ciao sira, devo dirti che questa tua nuova poesia la trovo interessante e opportuna.
Già il solo titolo, all'apparenza semplice, per i miei gusti è molto evocativo, i semafori delimitano gli incroci (e non solo di due strade, ma anche di centinaia di vite che si sfiorano senza toccarsi), concedono pause e respiro o, al contrario, possono toglierli e rendere la gente più insofferente e più cinica di quanto non sia già normalmente. Chiusa la parentesi del titolo (che come vedi mi aggrada) e passando alla poesia in linea generale, dico che apprezzo questa tua tendenza ad essere succinta perché in pochi versi, comunque, non lasci nulla per strada.

" Da lontano scorgi un bimbo, ti guarda, gli sorridi." - Nonostante la distanza (da lontano) riesci comunque a "scorgere" un bimbo ed avvertire il suo sguardo, il che per il momento la avverto come una cosa una positiva, infatti ricambi con un sorriso- mi piace questo stato di sospensione che lascia il lettore nel dubbio, tendente comunque ad un pensiero positivo.
"con gambine ossute a piedi scalzi corre, la manina sporca ad afferrar quel dono tende" - Inizia a palesarsi la figura del bambino, e la positività di cui sopra è messa in discussione: il disagio ha preso forma in maniera solenne, non c'è nulla di più crudele di un bimbo che soffre la fame e non ha un tetto, e quella mano che è illusa dal sorriso che poco prima gli hai fatto, è probabilmente quasi certa di potere ricevere aiuto, "ad afferrar quel dono tende" infatti spiega come dal punto di vista del bambino il dono questa volta ci sia, o almeno come lui sia convinto di questo-
"Impietoso, si alza il finestrino"- una chiusa che non lascia modo di fraintendimenti, in quanto quell'"impietoso" dà l'idea della volontà di alzare il finestrino, forse perché, nonostante l'iniziale incrocio di sguardi, anche di fronte all'evidenza di un errore sociale (inteso come sistema economico neoliberista) che addirittura ricopre del suo peso schiacciante un bambino, si è così abituati a pensare che tanto non cambierà mai nulla (" cosa vuoi che cambi se mi fermo ad aiutarlo? non sarò di certo io a cambiare le sorti del mondo e di altri milioni di bambini"), che si finisce con il lasciar perdere.
Questo finale amaro è perfetto, tanto più perché nelle prime due strofe c'era "un'illusione" che troppo spesso è un far finta di non vedere, e questo cambio nella chiusa, col muro che si alza lasciando il bambino probabilmente in lacrime, aiuta ancora di più a ricevere il messaggio che hai voluto trasmettere.
Brava sira

Igor ha detto...

Sia il significato che il ritmo, a tratti più serrato, conferisce un valore poetico ad una situazione, anzi un frammento di un contesto, quello del semaforo, che di poetico ha ben poco per chi non lo guarda con determinati occhi.
Io vivo in una città in cui bambini che chiedono l'elemosina se ne vedono raramente, sono molto più frequenti gli immigrati di "Mare Nostrum", ma tralasciando questi dettagli posso dirti che sono riuscito a visualizzare perfettamente la scena.

L'unico appunto che sento di fare è sulla prima strofa, che trovo un po' troppo descrittiva, e questo credo vada a discapito della poesia.

A rileggerti