Il tuo volo (A mio Padre)


               

Non ero lì
quando il respiro
divenne vento
e la tua anima
polline nuovo.

Non saprò mai
se ti accorgesti  
di esser solo
prima del buio
prima del volo.

Non saprò mai
se cercasti
un volto amato 
quando arrivai
eri già passato.





Illusione



Dal letto bianco d’acciaio vestito
le ultime forze tue dispendi
e con un fil di voce ormai rispondi.

Ma la tua mano,
la tua appassita mano,
rifiorisce ancora nell’incontrar la mia.

E d’illusione 
mi illumino.




La nostra Poesia (Alla mia mamma)




Mi donasti la vita
in un alba lontana di maggio

fummo sangue nel sangue
sino al primo respiro

quando il mio pianto 
ruppe il silenzio

e il tuo gesto
divenne poesia.




Veglia




Non si ode un battito
nel cuore della notte
gonfie di buio
le ore passano silenti. 

Nessuna notte 
fu mai così lunga
nessuna mano  
così lontana. 

Ma anche domani 
la stella madre arriverà 
e sarà di nuovo giorno
e sarà di nuovo vita.




A braccia vuote



Se avessi avuto più coraggio
ignorato quelle ombre.

Se avessi più forte
abbracciato il pensiero.

Se avessi spogliato il mio tempo
della veste d’eternità. 

Se avessi, se avessi,  
mille volte se avessi,
ora saresti qui bambino mio,
qui, tra le mie braccia

e non avrei saputo mai
che i baci perduti
sono quelli più amari
e le braccia vuote
quelle più fragili.




L'arcobaleno





Chiuso hai gli occhi
al mondo
e aperti li hai
al cielo
ed è stato il più
bel arcobaleno.

Sei stato risa
sei stato gioco
sei stato gioia.

Sarai pensiero
costante e incessante
nel cammino 
che mi separa da te.





Risveglio



Dal grembo della notte
nasce il giorno
e i primi vagiti
risuonano nella stanza
come un canto di sirene 
che seduce, soave,
per poi, fra gli scogli,
farti naufragare.



All'origine di noi






All'origine di noi
solo spazi tra le virgole
del tempo.
Un inverno avaro quello
ma noi lì, persi,
a sgusciarci il cuore.

  Al confine di noi
 spazi infiniti
celano i voli
che non abbiamo
più osato.

 

Tutto in un respiro



Una brezza nuova

e giù
roteando plani

dal letto di foglie
già rimpiangi
gli alberi ormai lontani



Il carro della vita

                        



Sotto il cielo nudo
coriandoli di noi.

Maschere sfilano
sul carro della vita.





Senza briglie




La fronte corrucciata 
gli occhi chiusi
a riparar quei sogni.

Cavalli senza briglie
galoppano nel buio.




Il giocoliere




Forse sei lì
che di giorno 
fai il funambolo 
sui raggi del sole
e di notte
 il giocoliere con le stelle
mentre lei
dall'alto di una nuvola
 incantata sta a guardare.




Ora che ho te




Solo cenere,
quell'ormai arsa passione
che un giorno
un lontano giorno
credevo fosse vita.




E poi il sereno

                           




Lampi squarcianti, muti,
boati cupi.

E poi la pioggia, esile,
tra le braccia calde del vento

e l'odore di sereno
che si sprigiona lento.




Amnesia





Vorrei cogliere quei fiori
dalla tua mente
e donarli alle tue labbra,
per non vederti, così, 
smarrita, cercarli invano.




La danza dei sensi



Danzano calde le sillabe
nella stanza pregna
d'essenza d'amore.




Dolce mi culla




Dolce mi culla
l'onda dei sogni
nel mare della notte.



L'estate



E improvvisa,
nell'inverno dei tuoi anni,
l'estate.



Notte di mare



Vorrei essere là
quando scivola l'onda
sullo scoglio nudo,

quando il vento
respira lento
tra le maglie 
di un’amaca stanca.

Vorrei essere là
con gli occhi 
colmi di stelle
e l'anima intrisa di sole.


La casa di vento





Il giorno intona le ultime note
che fievoli risuonano 
nel buio che avanza. 

Un lampione si accende
sulla tua casa di vento e il manto,
lacerato dalle stelle, cala lento.

Non c'è voce che squarci il silenzio
che gelido ti avvolge
e lentamente sei ingoiato dalla notte.

Da un’ennesima, lunga,
interminabile notte.




Se fossi fiume

                             



Se fossi fiume
 traghetterei i tuoi pensieri
dall'altra parte della riva,

ma altro non sono 
che una zattera
in balia della corrente.



L'ultimo spettacolo




E mentre sul palco cala il sipario
ti prepari a lasciare il teatro.

Nel silenzio oscuro
il fruscio di un battito d'ali.



Notte



Notte, notte,
mia dolce oasi,
spogliami dalle paure
e rivestimi di sogni.


Trascorri lenta
come lento trascorre
un giorno di dolore

e quando andare dovrai
fallo in silenzio
affinché 
la luce del giorno 
mi trovi ancora addormentata





Notte romana



Con l'inchiostro della notte
la città eterna
scrive la sua poesia. 

Nel palazzo addormentato
una finestra illuminata. 

Qualcun altro,
ammaliato come me,
in silenzio,
sta leggendo quei versi.



Ingrata

/



Mi dimentico di te
quando la nebbia 
le ali ripiega
quando il dolore 
afono tace
quando il silenzio
 col riso si infrange.

Mi dimentico di te
e lo chiamo ingrata
amore




A mio padre

/


Il profumo dei ricordi
 nel tempo
è svanito,
il colore dei tuoi sogni 
sbiadito,
eppure i tuoi occhi,
guarda là,
gridano ancora
di meraviglia.




Una danza nuova (Dedicata a Yara)




Era la strada di casa
 lo scrigno dei sogni
il diario che nessuno 
avrebbe letto mai.


Ma una sera di novembre
ti aspettò una prova grande.

Solo il vento
custodisce cara
l'ultima pagina 
di un diario troppo breve.

Solo il vento
può soffiare ora
sulle tue ali 
per una danza nuova.




Oblio

                                          


E mentre incurante 
un altro giorno finisce
si infrange la speranza 
sotto la luna marmorea
e gli alberi di giada.




Incanto (Dedicata a Sarah)


 



Ti aspettava il vento
ti aspettava il sole
ti aspettavano le onde del mare.

Il tramonto cercò invano gli occhi tuoi
in quella sera senza amore.

Senza incanto finì il giorno
e con lui finì anche il sogno
di una favola d'amore.




Per te

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In questo inverno opaco
vesto di gioia gli occhi miei
affinché tu non debba mai
spogliare i tuoi.




Bocca su bocca





Bocca su bocca
basta parole.

Anima nell'anima
basta silenzi.

Ora spogliami amore,
spogliami,
e rivestimi del tuo corpo.




Un paio di ali




Dal nido del cuore
alla gabbia dell'anima.
Aspettando un paio d'ali.




Acquerello






Bagnata è la città
ad asciugare al sole.

Sotto gli alberi ancora gocciolanti
il mercato stende i suoi colori

e la piazza diventa un acquerello
che solo a guardarlo
mi vien voglia di vivere.





Al semaforo



Da lontano scorgi un bimbo
ti guarda
 gli sorridi.

Con gambine ossute
a piedi scalzi corre
la manina sporca
ad afferar quel dono tende.

Impietoso
si alza il finestrino.




Tra le pieghe della vita


                               

Rannicchiata 
tra le pieghe della vita

la sua ombra osservo
il suo eco ascolto
la sua essenza respiro.

E ogni giorno cerco
invano
di scivolarle tra le braccia.